Chi Siamo


LA NOSTRA STORIA

di Guglielmo Evangelista

Passione e appassionati delle targhe automobilistiche nel passato e nel presente

 

I francobolli nacquero nel 1840 e, meno di dieci anni dopo, c’era chi collezionava i pochissimi esemplari fino ad allora apparsi in tutto il mondo così come le ferrovie, di poco precedenti, avevano subito trovato appassionati che le studiavano e fotografavano i rotabili.

Quanto alla nostra passione, sembra che addirittura sia nata prima dell’automobile, se è vero che l’Imperatore d’Austria Ferdinando I, che regnò dal 1830 al 1848, “….Annota su alcuni registri quanti cocchieri passano davanti alle sue finestre di Schönbrunn e il numero delle loro carrozze” come si legge in “Sissi” di Nicole Avril, Mondadori 1994, pag. 42

Con questo illustre precursore, non c’ è da dubitare che la curiosità per le targhe automobilistiche, con tutta lo loro varietà di tipi, fin dal loro nascere abbia coinvolto molte persone: anche se non abbiamo informazioni certe su questa passione se non dopo la seconda guerra mondiale, vi sono molti indizi che le cose siano andate proprio così, altrimenti non si spiegherebbe il gran numero di targhe, di fotografie e di dati che sono giunti fino a noi sopravvivendo dai tempi più remoti della motorizzazione.

Naturalmente, come è sempre accaduto in ogni campo amatoriale, i maggiori e precoci sviluppi si sono avuti all’estero. Nel 1954 è stata costituita la prima associazione di appassionati, la statunitense ALPCA (Automobile License Plate Collectors Association), cui seguì nel 1972 Europlate, di iniziativa inglese ed estesa a tutta l’Europa, l’australiana NPCC (1981) e l’olandese Nummerplaat (1982).

Lo scopo fondamentale di tutti questi sodalizi è quello di favorire i contatti fra i collezionisti di targhe ma, parallelamente, viene svolta anche attività di studio e ricerca, analogamente a quanto avviene in tutti i settori: nel campo delle auto d’epoca il “piatto forte” è rappresentato dalle vetture conservate ed esibite, ma che sono affiancate da seri studi storici della motorizzazione e della tecnica, e nella filatelia i grandi capitali sono mossi dai collezionisti di francobolli che, peraltro, operano supportati da approfonditi studi di storia postale.

E in Italia? Come abbiamo detto all’inizio è probabile che persone appassionate di targhe siano sempre esistite, ma mai in numero tale da permettere contatti a livello associazionistico: anzi, si direbbe che di fatto, fino a tempi recenti, non sia mai stato possibile alcun confronto.

D’altra parte nel nostro paese, a causa della sua situazione economico-culturale ogni tipo di passatempo è stato considerato a lungo un’eccentricità assolutamente personale, incompreso tanto dalla gran massa delle persone il cui unico problema era quello della sopravvivenza materiale quanto dalle austere classi superiori, per cui ogni distrazione era ritenuta disdicevole.

Così, a partire da chi scrive, siamo andati avanti credendo più o meno di essere soli al mondo. C’era chi raccoglieva le targhe “vere”, chi si appuntava i numeri di targa dei veicoli che incontrava su strada, chi rovistava fra vecchi documenti e vecchie foto, ma, in definitiva, si andava a tentoni, talvolta sfidando l’ironia altrui.

Da quanto ho potuto accertare i primi incontri e confronti fra appassionati, nonché i primi contatti con le più evolute realtà estere, risalgono alla metà degli anni ’70, intensificandosi nei dieci anni successivi. Sicuramente il primo passo era stato fatto, ma considerato che obiettivamente il loro numero era limitato, l’allargamento del cerchio delle conoscenze era lento e occasionale.

Le cose proseguirono in questo modo fino alla seconda metà degli anni ’90 quando si diffuse Internet ed è inutile soffermarsi sull’incommensurabile salto in avanti nelle relazioni interpersonali, nella diffusione e nella fruibilità delle informazioni . Anche nel campo delle targhe quelli che erano dei contatti affidati a laboriose corrispondenze vennero sostituiti dalla posta elettronica e siti e immagini divennero alla portata di tutti.

E’ chiaro che in questo contesto tutti coloro che fino ad allora avevano creduto di essere solo dei bizzarri appassionati, scopersero di non essere soli.

Partendo dall’esperienza del sottoscritto, una decina d’anni fa scopersi i vari siti americani dedicati alle targhe e, in Italia, il sito di Bruno De Giusti (oggi non più raggiungibile), creato da un ingegnere, che in apposte tabelle elencava le combinazioni delle allora nuovissime targhe nazionali indicando i le varie sequenze ripartite per province. Nel 1998-99 Michele Berionne, che nel giro di pochi anni sarebbe diventato anche lui ingegnere, creava il sito Plates in Rome, oggi più noto come targhe italiane, una creazione che nel suo genere è ormai un classico, che coagulò spontaneamente molti appassionati che, inviando materiale per arricchirlo e chiedendo informazioni, gradatamente entrarono in contatto fra di loro.

In questo clima vivace, è però da notare che la pubblicistica del settore si mantiene scarsa: a parte qualche sporadico articolo pubblicato sulle riviste di automobilismo e dopo il sommario “Le targhe automobilistiche italiane” diffuso dal sottoscritto sotto forma di dispensa alla fine degli anni ’90, nel 2000 ha visto la luce “Un secolo di targhe. La storia delle targhe automobilistiche italiane” di Carlo Bellini, Marcello Gallina e Marcello Taverna che resta l’unico libro “vero” finora pubblicato in Italia.

Fra le pubblicazioni estere va ricordato, per la mole di informazioni e immagini che contiene sulla storia delle targhe e dei sistemi di immatricolazione di tutto il mondo,“Registration Plates of the World”, con un’ampia sezione dedicata all’Italia, alle colonie, alla Repubblica di San Marino e alla Città del Vaticano.

Purtroppo è obiettivamente difficile compilare una pubblicazione sulle targhe sia perché – tanto nel nostro paese che in parecchi altri- esistono ancora molti aspetti non studiati della loro storia, sia perché si assiste ad un continuo rinnovarsi dei tipi che rendono spesso sorpassato quello che viene fissato sulla carta. D’altra parte anche il già citato “Registration Plates of the World” nonostante il suo incredibile contenuto è ancora largamente incompleto e, per essere aggiornato, deve uscire in edizioni sempre nuove.

Il 25 dicembre 2000 venne creata la mailing list sulle targhe che il 2 settembre 2002 fu sdoppiata in due distinte M.L., targhe e targhe-tabelle la prima destinata ad ospitare soprattutto argomenti storici e di studio, mentre la seconda era rivolta essenzialmente alle segnalazioni tese a comporre il puzzle delle assegnazioni per provincia dei vari lotti delle targhe alfanumeriche. Più o meno contemporaneamente si sdoppiava anche targheitaliane.it che, assumendo un carattere storico e informativo più statico, dava origine a targheitaliane.com destinato ad ospitare una sterminata quantità di tabelle che registrano anno per anno, provincia per provincia, sia la progressione delle vecchie targhe provinciali sia le ripartizioni per provincia dei lotti nazionali.

Parallelamente a queste iniziative, il 29 aprile 2001, veniva fondata l’A.I.S.T.A., (Associazione Italiana Studio Targhe Automobilistiche), che dava finalmente corpo alla necessità, già sentita da anni, di un concreto punto di riferimento degli appassionati.

I siti, l’AISTA, la Mailing List non rappresentano dei comparti stagni, ma dall’uno all’altra vi è un continuo travaso di informazioni e vi collaborano molte persone, ciascuna con alle spalle una storia diversa: coloro che in qualche modo, fin dai decenni passati, rappresentarono lo “zoccolo duro” della passione per le targhe in Italia, tanti altri appassionati aggregati con il tempo molti dei quali, per la loro preparazione e il loro impegno, hanno fatto rimpiangere di non essere stati conosciuti prima, un buon numero di persone che, pur non facendo delle targhe un interesse preponderante, prendono contatto saltuariamente e, per finire, anche persone non specificatamente interessate alle targhe, ma che, spesso approdando casualmente in questo mondo, prendono a guardarlo con simpatia ed a restare aggiornati.

Per concludere facciamo un sommario censimento delle “forze in campo”, elencando qualche dato su quanto finora è stato fatto.

  • A.I.S.T.A. Associazione Italiana Studio Targhe Automobilistiche. 38 soci. Il sito www. aista.it ha finora registrato 6392 accessi dal 21 dicembre 2004; viene pubblicato un Notiziario che a raggiunto il numero 13.
  • www.targheitaliane.it Ha avuto 984.617 accessi; vanta numerose recensioni, anche da parte dei principali periodici nazionali.
  • www targheitaliane.com ha avuto 125559 accessi. Contiene informazioni su 58880 targhe di ogni tipo
  • Gruppo “Targhe” di Yahoo. 142 iscritti a 2927 messaggi scambiati
  • Gruppo “Targhe-tabelle” di Yahoo, 105 iscritti e 8339 messaggi scambiati

(Tutti i dati si riferiscono al 30 ottobre 2007)

Va poi aggiunto un certo numero di siti personali di diverso contenuto e valore, così come vari siti di vario genere, anche commerciali, che, tuttavia, per la parte relativa alle targhe, hanno abbondantemente attinto ai nostri siti amatoriali.

Come si può vedere, in conclusione, i numeri sono ancora relativamente modesti, ma non modestissimi se si pensa alla novità dell’argomento: sono un buon inizio e una speranza per un futuro ricco di nuove iniziative.

Guglielmo Evangelista

 

DI COSA CI OCCUPIAMO

La nostra attività principale è la pubblicazione, a beneficio di tutti i soci iscritti, di una serie di bollettini (anche detti in termine anglosassone “newsletters”) pubblicati periodicamente, dedicati alla trattazione di varie tematiche inerenti le targhe automobilistiche italiane ed estere, sia che esse siano storiche, antiche od attuali.

I vari articoli inseriti nei bollettini sono puramente frutto delle conoscenze e delle osservazioni dei soci e tali recensioni sono spesso supportate da materiale iconografico che illustra dettagliatamente la parte testuale.

Altro punto di forza della nostra attività è l’organizzazione annuale di convention che a turno i soci si impegnano ad allestire e che trovano ampia partecipazione da parte di tutti gli iscritti.
Occorre precisare, a tal proposito, che le nostre convention non sono riservate esclusivamente ai membri, ma, al contrario, aperte gratuitamente al pubblico “profano”, proprio perchè il nostro obiettivo è quello di ampliare il più possibile il numero di appassionati, così da accrescere la collaborazione e lo scambio di informazioni tra più persone interessate a questo hobby veramente speciale.

Dal punto di vista individuale, poi, la passione di ogni socio per le targhe si esplica in vari modi: alcuni dei nostri soci sono collezionisti del “ferro” (termine particolarmente caro ad un nostro socio…), cioè delle targhe vere e proprie, altri sono collezionisti di fotografie che raffigurano targhe di veicoli, ma tutti sono incuriositi dalle novità di varia natura che i vari soci propongono nei bollettini o durante i ritrovi.